Il mosaico creato dai coniugi Michele e Angiolina Sposito di Ferrara si erge come una straordinaria cronaca visiva della storia della Calabria. Realizzato nel 1981, conduce gli osservatori in un viaggio che abbraccia secoli: dall’era paleolitica, rappresentata dal “Toro di Papasidero” scoperto nella Grotta del Romito, fino alla moderna cittadina costiera, con le sue tradizioni legate alla pesca e all’agricoltura.
Per anni ha detenuto il primato di mosaico più grande dell’Italia centro-meridionale. Le sue scene intricate raffigurano eventi storici e trasformazioni: urbanizzazione, incursioni arabe, la distruzione di Cirella e la nascita del villaggio di pescatori.
Ogni sezione restituisce uno sguardo vivido su un capitolo della storia calabrese. Ciò che colpisce è che, sebbene il mosaico fosse l’unica opera pensata per durare, anche molti murales del 1981 sono sopravvissuti nel tempo.
Il mosaico degli Sposito resta però l’ancora storica intenzionale dell’intera Operazione Murales, adempiendo al suo ruolo originario: essere una testimonianza durevole del patrimonio culturale della Calabria.
